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Una proposta di legge per regolamentare la rete PDF Stampa E-mail
gioved 02 aprile 2009

A giudicare dal titolo del disegno di legge presentato dai senatori Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, entrambi del PD, con un solo provvedimento si potrebbero affrontare tutti o quasi tutte le questioni rimaste insolute: Neutralità delle reti, free software e società dell'informazione.

Nel documento, composto da 11 pagine, vengono affrontati gli argomenti più disparati: la connessione ad Internet come diritto fondamentale, il software libero e il suo utilizzo nella Pubblica Amministrazione e soprattutto la cancellazione del digital divide. Un processo che, spiegano, passa attraverso l'ammodernamento dell'industria e della società italiana: uno strumento utile anche a rilanciare l'economia.

"L'idea alla base di questa proposta - racconta il senatore Vimercati - fa parte di una riflessione del Partito Democratico, fatta insieme a coloro che con noi discutono e con i quali elaboriamo proposte: naturalmente ci rifacciamo anche a quanto sostiene Lawrence Lessig, che abbiamo di recente incontrato a Milano, e le sue riflessioni e i suoi suggerimenti sono stati tenuti presenti durante la stesura del testo". Secondo l'esponente del Partito Democratico, il punto fermo del provvedimento deve essere la neutralità della Rete: "L'approvazione la scorsa settimana della raccomandazione greca al Parlamento Europeo (il cosiddetto Rapporto Lambrinidis, ndr) è un ottimo punto di equilibrio tra la necessità della libertà di espressione e l'esigenza di intervenire in caso di violazione: con quel testo noi concordiamo in pieno".

Per garantire una rete neutrale, comunque, occorre che il paese sia innanzi tutto in rete: "Occorre connettere al più presto il paese - continua Vimercati - con il precedente governo avevamo indicato il 2012 come punto finale della connessione del paese alle tecnologie di banda larga esistenti, per poi discutere e affrontare le nuove proposte. Uno dei punti critici del nostro sistema produttivo è proprio una ridottissima propensione a investire in tecnologie di comunicazione". Il problema sarebbe al contempo "finanziario e culturale: occorrono politiche di incentivo per garantire innovazione alle imprese, e garantire loro un futuro anche in questo scenario da tsunami economico globale".
Il discorso, ammette il senatore, è molto complesso: ma nel testo, all'articolo 3, 4 e 5 si fanno persino espliciti riferimenti a concetti quali banda minima garantita e neutralità rispetto ai contenuti. "È una questione di trasparenza - conferma - un problema significativo soprattutto per le connessioni mobili: la banda minima serve a garantire l'accesso al reale servizio, ed è una questione che solleverò anche in sede di authority delle telecomunicazioni. Occorrono alcuni principi a tutela del consumatore".

Fonte: Punto Informatico

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